4-12-09 
 
Motivazioni della missiva 
 
- denuncia privato cittadino come cortocircuito virtuoso 
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Cara Europa, 
 
mi rivolgo a te nelle mia veste di semplice cittadino, ben consapevole,come mai prma d'ora, nel grave e delicato frangente, che attraversa il mio paese, di quanto prezioso sia questo status e di quanto grave sia il pericolo che pavento di riduzione definitiva alla condizione di suddito, invece che cittadino sovrano. 
 
Mi rivolgo a te nel giorno della prima e forse unica grande manifestazione nazionale  democratica da molti anni a questa parte interamente autoconvocata dalla società civile. 
Non indetta da partiti e sindacati e senza la loro adesione formale. 
Quello che dovrebbe essere il  maggior partito dell'opposizione, dopo averla ignorata e screditata, oggi consente, ma con mille cautele e distinguo, la partecipazione  a solo a titolo personale dei suoi  dirigenti ed iscritti. 
 
Aderisco con tutto me stesso a questa manifestazione ma poichè non posso essere fisicamente presente, questa missiva è il modo in cui ho ritenuto di dover adempiere al dovere di offrire un mio diretto e personale contributo. 
 
Già di per sé questo aspetto è la istantanea più fedele e l'introduzione più eloquente della situazione che mi accingo ad illustrare-esporre. 
Siamo un popolo senza rappresentanza. 
Non solo politica e sindacale, ma anche istituzionale. 
Già, perché la legge elettorale vigente per la (non)elezione di deputati e senatori , definita dal suo stesso estensore una "porcata" abolisce la preferenza, cioè l'indicazione da parte dell'elettore del suo rappresentante. 
 
Ora anche questo, come già i candidati sindaci, i governatori regionali, assessori e ministri, presidenti e consulenti di enti pubblici vari sono nominati dall'alto. 
Sono cooptati non più eletti. 
E questa legge la cui cancellazione nella campagna elettorale costituiva l'impegno primo, unanime e universale , oggi è radicalmente scomparsa dall'agenda parlamentare e politica. 
Ci si domanda rappresentativa di chi e di cosa sia una democrazia in cui i rappresentanti del popolo non sono eletti dal popolo. 
 
No taxation without representation proclamavano fieri i pragmatici padri del paleo liberalismo inglese,elitario e censitario, mentre la nostra democrazia avanzata e matura non emette un sospiro . 
Il dibattito politico, tv e giornali sono dominati dall'ennesima iniziativa del Presidente del Consiglio  volta far varare e promulgare come legge un decreto governativo destinato a porlo al riparo-salvagurdarlo- dai procedimenti giudiziari in corso. 
 
Routine. Da un quindicennio ormai, il campione fra le altre cose del più gigantesco conflitto di interesse, questo PdC usa il potere legislativo per emanare leggi ad hoc, ad personam e puntualmente retroattive. 
Continue variazioni dei regolamenti arbitrali da parte di chi è arbitro e giocatore a partita in corso. 
 
C'è una novità però. Ora questa finalità, la ratio legis, è apertamente e pubblicamente proclamata. 
Tutto il ceto politico è descritto dalla stampa come impegnato in estenuanti trattative e discussioni per trovare una scappatoia formalmente ineccepibile alle pendenze giudiziarie del Presidente del Consiglio. 
Colui i cui patrocinatori della legge denominata lodo alfano di fronte alla corte costituzionale che ne ha sancito la incostituzionalità, suoi uomini di fiducia, suoi deputati, suoi presidnei di commissioni giustizia, suoi avvocati nei processi, suoi dipendenti nelle sue aziende, insomma suoi, hanno teorizzato essere un primus non inter ma super pares di fronte a quella giustizia, in cui vale sì, bontà loro,la norma cardinale che la legge è uguale per tutti, ma in via di principio, di solenne enunciazione, ma non necessariamente nella sua applicazione. 
 
Ebbene ora non se ne fa più mistero, non si stende nemmeno più un velo di ipocrita pudore sul fatto che questa sia la loro ispirazione e la questione. 
Ora è davanti agli occhi di tutti l'arma di ricatto tramite il sequestro delle Isituzioni nazionali. 
La forma repubblicana e parlamentare, la democrazia , lo stato di diritto e la sua laicità, sono costantemente sotto minaccia e sotto attacco allo scopo di garantire dichiaratamente, platealmente, sovente persimo arrogantemente, l'impunità al Presidente del Consiglio e nei limiti del possibile al suo vasto entourage. 
 
Nessuno è andato indenne dalla furia iconoclasta del PdC. 
Non ben tre Presidenti delle Repubblica accusati di pregiudizi nei suoi cofronti e di remare contro. 
Segnatamente quello attualmente in carica, "uno di loro" come ebbe a definirlo, un comunista, che alrtro se no? secondo il rieditore e risuscitatore  della atavica endemica  sindrome di anticomunismo viscerale. 
Ancor più delirante e visionaria stante la scomparsa degli ultimi comunisti anche dal parlamento, oltre che dalla scena politica, ma su cui ha assai lucrato elettoralmente, anche  in virtù di quella succitata legge porcata che gli ha  regalato una maggioranza senza altri precedenti, se non quello, fallito, che in altra stagione della storia nazionale venne marchiato come legge truffa, strenuamente osteggiata e respinta nel parlamento e nelle piazze. 
La Presidenza della repubblica è stata strapazzata pubblicamente  con forsennati e sguaiati attacchi, accusata,insieme coi giudici della Corte Costituzionale di slealtà, ipocrisia e doppiezza. 
Proclamata  colpevole di non essersi adoperata, come sarebbe stato concordato e promesso  e garantito, al fine di far loro approvare il lodo alfano. 
 
E quegli stessi giudici sono stati accusati pubblicamente di essere non imparziali ma  faziosi,    pilotati  strumenti di un disegno politico a lui ostile. 
La Magistratura da sempre, è la prima preoccupazione di B., dalle origini e alle origini della sua discesa in campo e della sua carriera politiche. Il maggior destinatario delle insolenze e calunnie da parte di colui che si accredita come un galantuomo alieno da rancori ed incapace di recar offesa e da tutto il suo imponente apparato di propaganda. 
 
I magistrati, le mele marce, ma anche in toto all'occorrenza, sono evidentemente dei disturbati mentali che dovrebbero essere sottoposti a preventive e periodiche perizie psichiche. 
Sono lavativi, assassini. 
Sono tali per concorso, pensa te. Sono una casta di intoccabili, superpagati, che non devono rispondere civilmente dei propri errori. 
Sono organizzati in correnti. 
Ma sopratutto la magistratura è  accusata di essere il terreno più fertile nel quale si sviluppa una congiura e un complotto ai suoi danni in continuità e coerenza con quello che costituisce il caso più indegno e plateale di ribaltamento sistematico della verità e di riscrittura falsificata della nostra storia nazionale in cui è impegnato il berlusconismo. 
 
Non tangentopoli, cioè l'endemica corruzione della classe dirigente , non la dazione ambientale tra mondo degli affari e quello della politica, ma mani pulite, cioè il pool di magistrati che ebbe il coraggio e il merito misconosciuti di denunciare il malaffare alla opinione pubblica e di portarlo alla sbarra nei tribunali, sono la causa della scomparsa dei partiti storici di questo paese e la punta di diamante di un disegno evrsivo contro il potere legislativo, le prerogative parlamentari e il principio di sovranità popolare. 
 
I colpevolisono le vittime. Il rimedio il male.Il morbo la cura. 
I giudici delinquenti e i lestofanti vittime ed eroi dell'attacco giustizialista e forcaiolo alle istituzioni democratiche. 
 
Neanche un innocente fanciullino deglutirebbe una così grande panzana,  
Eppure è diventata storia nazionale col concorso concorde e bipartisan di maggioranza ed opposizione. 
Alla figura del  latitante Craxi, amico fraterno,  tutor e sponsor politico dell'attuale presidente del consiglio e beneficiario secondo le accuse di  sue milirdarie tangenti, massimo emblema per sua stessa solenne ammissione della corruzione nazionale  in una storica seduta del Parlamento in occasione di  una  universale chiamata di correo a tutto il mondo politico,  oggi riscattato e riabilitato a esule perseguitato, grande statista, patriota incompreso e tradito,sono  dedicate vie e commemorazioni e celebrazioni  ufficiali, innalzati monumenti, destinati studi e celebrazioni. 
 
Il risentitismo craxiano elevato al rango di ideologia tanto da far registrare l'inedito di socialisti di destra, la più agguerita, malevola e rancorosa pattuglia al servizio del PdC, è l'ispirazione fondamentale di quel garantismo peloso, a senso unico, solo per i potent e mai per i poveri cristi, parto di disonetà e malafede, del cui vessillo si son fatti paladini, a destra e a manca , i membri della casta politica di questo paese , notoriamente ai primi posti delle classifiche europee per entità di assenteismo e retribuzioni. 
 
A fronte del formidabile attacco contro le istituzioni democratiche e lo stato di diritto, i diritti civili e politici, la Costituzione bolscevica, la separazione dei poteri, gli istituti di garnzia, il Parlamento altro non han saputo produrre i rappresentanti della opposizione che appelli alla pacatezza e moderazione, gli atteggiamenti più irresponsabili in un tale frangente, al sentimento di concordia nazionale, auspici e suppliche di dialogo sempre sprezzantemente respinte al mittente, slogan demenziali che non si vince contro berlusconi, per via giudiziaria , essendo tali questioni fatti privati del presidente del C., che non nteressano alla 'gente' o pubblico  con cui ormai e solo si appela il popolo sovrano . 
Null'altro che beffarde e spocchiose contestazioni delle pretese della società civile di sostituirsi agli specialisti della politica, e paternalistiche esortazioni ad esser seri  riguardo gli allarmi e le denunce dei pericoli di regime che se fossero veri allora ci obbligherbbero alle barricate.  
Bagatelle, insomma, barzellette. Cose poco serie ma oggi drammaticamente vere. 
 
Non interessa sapere se chi dispone della cosa pubblica e delle nostre vite sia una persona dabbene o metti caso uno spergiuro, un corruttore di giudici, un evasore fiscale, un riciclatore di denaro sporco,o un frequentatore di minorenni , un maniaco del sesso , un malato come è stato pubblicamente dichiarato ai maggiori organi di stampa dalla consorte del PdC, che per questi motivi ha inoltrato istanza di divorzio. 
 
Sono affari suoi, non è cosa nostra se putacaso oltre che con bigiotteria e denaro, il capo del governo ricompensa la compagnia di frotte di veline convenute a bordo di aerei di stato e auto di servizio ad allietare le festicciole del premier nella sua villa al mare o nelle residenze romane, protette dal segreto e dai servizi segreti di stato e dalle forze dell'ordine, con posti da deputato , consigliere e magari ministro. 
 
 
E' squallida gossip volerci veder chiaro nelle intense frequentazioni del premier con trafficanti di cocaina e impresari della prostituzione rispettto ai quali eventualmente a detta del suo avvocato il PdC sarebbe soltanto l'utilizzatore finale. 
Si vince contro Berlusconi solo prospettando all'elettorato una crdibile alternativa di governo...perfettamente sovrapponibile. 
Questo ci si dice mentre la vita della nazione, stampa e televisioni sono totalmente intasati dal rincorrersi di scandali per le perversioni sessuali di alti esponenti politici, sussurri e boati sula circolazione più o meno occulta di dossier, foto registrazioni compromettenti, una operazione di offuscamento e depistaggio in cui si distingono i giornali di proprietà o sotto il controllo del PdC. e che hanno già prodotto le dimissioni del direttore de l'Avvenite organo dell'episcopato cattolicc fatto oggetto di un volgarissimo linciaggio per punirlo di  timide critiche rivolte al PdC  e sommessi inviti a maggior sobrietà. 
 
Conclusa con le dimissioni e la distruzione della sua vita personale e familiare dell'ex presidente della regione lazio coinvolto in una vicenda di frequentazione assidua di transessuali e di ricatti a scopo di estorsioni nei suoi confronti ad opera di uomini dell'Arma dei Carabinieri  per la minaccia di diffusione di un filmato della cui esistenza egli era stato avvertito da B dopo che lo stesso pel tramite dei suoi girnali contattati per un eventuale acquisto lo aveva avuto nella sua disponibiltà per una quindici di girni. 
 
Per certi versi ma per opposte ragioni son d'accordo anch'io che non si dbaa attendere la pistola fumante , una condanna formale e definitiva per mandare a casa B. 
Mi spiego. 
Ammesso e non concesso che non sia penalmente rilevante la circostanza mai smentita peraltro secondo cui il Presidente del C. avrebbe personalmente telefonato un pomeriggio ad una minorenne impegnata nei compiti di scuola per significarle tutta la sua ammirazione per la bellezza purezza e l'innocenza isspirato da una sua fotofattagli visionare dal suo adulatore nazionale per antonomasia, direttore di quella delle sue tre reti televisive private  che trasmette abusivamente nella inosservanza e noncuranza di una sentenza della corte di giustizia europea e per la quale l'italia paga una pesante sanzione che ricade sulla fiscalità pubblica. 
Non sarà un reato dicevamo ma come non riconoscere che a fronte della notizia  che un uomo di 73 anni rivolge telefonate affettuose e confidenziali ad una fanciulla, qualunque pater familias per prima cosa segnalerebbe la circostanza al più vicino comando dei Carabinieri? 
Per tacere dei successivi inviti in sedi private e istituzionali, in assenza dei genitori, subito smentiti , ignoro se con annesso e consueto giuramento sulla testa dei figlioli, e poi ammessi, una volta provati, così come tanti altri aspetti della oscura vicenda , oggettto fra le altre della clamorosa iniziativa de La Repubblica delle 10 domande rivolte al premier  ancora in attesa di risposta ma oggetto puntuale di una querela del PdC con richiesta di risarcimento miliardario. 
 
No.Basta e avanza. Ne abbiamo il diritto, ma effettivamente non abbiamo bisogno di pretendere sentenze, sentenze non necessariamente condanne,giudiziarie. 
La condanna politica ormai è stata partorita. Il paese sa, non ostante tutto. 
Ma la verità resta clandestina e la menzogna istituzionale. 
Non è più nemmeno a tema la colpevolezza o meno di B. 
Perché è sicura, scontata la persecuzione contro di lui . 
Dimostrata e provata, come la sua innocenza, dal proclamato e vantato record mondiale del numero e mole di procedimenti avviati e mai conclusi a suo carico che invce, cosa curiosa, in nessun modo autorizzerebbero a pensare che magari un qualche reato l'abbia pur commesso. 
 
Se ne trae pretesto per scatenare contro le toghe rosse , la magistratura politicizzata , l'intera casta una nuova offensiva , la riforma integrale della giustizia dichiaratamente brandita come arma di rappresaglia e destinata ad introdurre provvedimenti di effetto concreto ed immediato. 
Si tratta del cosiddetto processo breve , cioè la tassativa fissazione dei tempi dei processi in sei anni, due per ognuno dei tre gradi. 
E subito è mobilitazione generale per il parlamento ed il governo. cui si intima di abbandonare ogni altro impegno e di avviare su una corsia perfernziale ai provvedimenti destinati agli interessi personali del P dC e  chiamati a marciare a ranghi serrati per elaborare nei dettagli una legge su misura che schivi nel suo iter ogni eccezione di legittimità. 
 
Mentre si lascia deliberatamente l'apparato  della giustizia nella carenza cronica di risorse materiali e umane, si omette di legiferare su procedimenti di ammodernamento e razionalizzazione che ne ptenzino rapidità ed efficacia nelle sua amministrazione, si invoca la lentezza dei processi , voluta in generale e coltivata nei propri con certosina arte e  consumata perizia, per imporre un dictat che non salva ma uccide i processi e con essi l'equità e la certezza del diritto. 
 
La civile convivenza dell'intera collettività è fatta ostaggio e messa a repentaglio dalla pretesa del premier di sottrarsi alle vicende giudiziarie in corso e quelle a venire. 
Rigurdo alle prime infatti nel processo mills è già sta emesssa una condanna in primo grado e in appello di condanna a 4 anni e mezzo dell'imputato reo di aver reso testimonianze false e reticenti dietro compenso e per conto di berlusconi. 
Ma se mills è stato corrotto da berlusconi, questi ha corrotto Mills recita la sentenza.Lato speculare della medesima verità. 
Ma B non è stato condannato perché la sua posizione era stata stralciata. 
Dopo la sentenza della consulta il processo si riapre e magari concludersi ed ecco il dispiegarsi di una formidabile potenza di fuoco contro questa eventualità che prevede oltre la mannaia sui processi, legittimi impedimenti permanenti, ripristino della immunità parlamentare. 
 
Provvisto di una enorme maggioranza in parlamento, tuttavia questo governo legifera con il sistematico ricorso alla decretazione d'urgenza e al voto di fiducia, già oggetto di monito della Presidenza della repubblica, vox clamans in deserrto. 
Il Parlamento di nominati , come il Consiglio dei Ministri è ridotto a mero organo di ratifica delle decisioni del capo del governo. 
 
L'Opposizione in questo paese non solo è debole, divisa, incapace e incerta. 
E' sparita. 
Del segretario del PD testè eletto non si ha notizia di alcuna dichiarzione, di una qualsiasi iniziativa ,denuncia e presa di posizione. 
Se non un patetico giudizio di inoffensività per chiunque della tradizione di affissione del crocefisso nelle sedi istituzionali che finalmente è ocorsa una sacrosanta  senytenza della corte di giustizia europea per sanzinarla illecita in uno stato laico e non confessionale, unica condizione e garnzia di liertà relifiosa di fede e di cultoe fatta oggetto di una polemica groosolana e volgare  
O una ambigua smentita della dichiarazione del vicesegretario ? enrico letta nipote di quel gianni richelieu ed eminenza grigia e sotosegretario del capo del governo autore di un ulterore cedimento con la dichiarazione di liceità della difesa di berlusconi non solo nei processi ma anche dai processi, come ha sempre e soltanto fatto e continua omperterrito a fare. 
 
Il vero dominus del PD ancorchè privo di cariche ufficiali è quel D'Alema oggetto di recente delle cronache politiche per le sue esternazioni di onore e gratitudine verso il capo della maggioranza per il suo placet alla sua candidatura poi naufragata a ministro degli esteri europeo. 
Dopodiché anchìegli si è inabissato,  
O forse ha preso il largo per altri ridi con al sua barca a vela come è solito fare. 
Per il resto vuoto assoluto. 
L'Opposizione non c'è in questo paese. 
L'omertà, la connivenza , la vulnerabilità a ricatti, la vera e propria complicità, ipocritamente nobilitati al rango di Il sentimento di responsabilità  nazionale,  spirito di dialogo e costruttivo, spirito bipartisan,  sono sono l'autentica ispirazione dell'oltranzismo garantista che ha segnato la sua azione politica , tutta rivolta ad inscenare una falsa, imbelle e innocua opposizione di facciata per far v svolgere il lavoro sprco a quelli traendone anche loro profitto e tornaconto. 
 
 
- la lega 
- la guerra nei balcani 
- la assenza sindacale, lo sciopero, i lavoratori sui tetti 
- il divieto di intercettazioni legali 
- le limitazioni della libertà di stampa 
- lo strappo alle nostre tradizioni europeiste e la complicità con la guerra criminale all'iraq 
-il compagno fini 
- napolitano 
- date le mafie senza alcun controllo sulla loro destinazione.   
 
 
"Telecom. Uno scandalo, quello delle intercettazioni e dei dossier, che sembra essersi dissolto.Giuliano Tavaroli, Quei dossier, forse, rappresentano un’assicurazione. mai chiarito quali siano stati i rapporti   Tavaroli e Pio Pompa e l’allora capo del Sismi Nicolò Pollari."  
 
-ineleggibilità 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Proprio in questi giorni ricorre insistentemente il nome del PC  come probabile destinatario di  un ennesimo avviso di garanzia in  rapporto alle indagini di tre procure della repubblica sui mandanti degli assassini dei giudici falcone e borsellino in Sicilia e delle successive stragi nel continente e volte ad accertare riscontri allla esistenza di una trattativa tra uomini delle istituzioni e i capi della cupola mafiosa, tra stato e antistato. 
Attestano il  coinvolgimento del PC in tali oscure vicende le deposizioni e la documentazione prodotte del figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino che, oltre a chiamare in causa anche l'attuale vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura , indica come tramite dei rapporti tra ambienti della fininvest e cosa nostra il senatore Dell'Utri, fondatore di Forza Italia e già condannato in  primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. 
E' nel ricordo di tutti l'immagine televisiva del PC che con un braccio protettivamente disteso sulla spalla di Dell'Utri, esprime e conferma, all'indomani della sentenza tutto il suo affetto e la sua stima per l'antico amico e socio d'affari, proclamato persona  onesta, buon padre di famiglia, cristiano devoto, uomo di cultura e raffinato bibliofoilo, vittima innocente di una persecuzione giudizaria per la quale, grida  in un accesso di furore e indignazione,  dovrebbero essere piuttosto perseguiti i magistrati indegni che ne sono autori. 
Gioverà ricordare che anche l'allora Presidente della Camera Pierferdinando Casini, in tale veste istituzionale rilasciò analoga dichiarazione di stima e solidarità al senatore alla vigilia della condanna. 
Insieme Dell'Utri e Berlusconi hanno pubblicamente conferito la qualifica di  eroe a  Mangano, un mafioso pluriomicida , trafficante di eroina e autore di sequestri a scopo di estorsione, che ha soggiornato per anni nella villa di Arcore di B. con la qualifica ufficiale di stalliere ma godendo di grande considerazione e svolgendo incarichi di responsabilità e di fiducia e che avrebbe consentito il soggiorno nella stessa residenza di altri mafiosi e narcotrafficanti latitanti . 
La qualifica di eroe, mai smentita anzi sempre polemicamente ribadita  con convinzione e orgoglio,sarebbe  dovuta  a loro dire al netto rifiuto opposto dal Mangano gravemente malato alle pressanti sollecitazioni degli inquirenti a pronunciare i nomi di B e D in relazione a fatti criminosi. 
Un moto di gratitudine, un omaggio postumo, alla omertà, la qualità  più alta e preziosa fra gli Uomini d'onore. 
 
Il pentito Gasare Spatuzza ha confermato e  formalizzato in queste ore nell'aula di tribunale del processo d'appelo a Dell'Utri le sue rivelazioni sul felice sodalizio tra Cosa Nstra  e   Berlusconi e Dell'Utri " grazie alla serietà dei quali, ci avevano messo praticamente il Paese nelle mani" riferisce testualmente avessero dichiarato i suoi capi. 
 
Alle solite. In funzione preventiva, prima ancora che le procure rendessero di dominio pubblico le nuove risultanze investigative e di rispondere e controbattere nel merito, si è messo in moto il formidabile apparato politico e mediatico  di mezzi e personale  di servizio del premier, allo scopo di screditare e delegittimare i  falsi pentiti, belve sanguinarie e spietate, impegnate a gettar fango e formulare accuse infamanti, assurde e deliranti per ordine dei boss contro il capo e la compagine di governo che più di ogni altro si sarebbero distinti nella offensiva contro la mafia in tutta la storia della Repubblica. 
Infatti non soltanto il PC si è autoproclamato il miglior presidente del Consiglio di tutti i 150 anni della storia repubblicana, oltre che campione del mondo e di ogni epoca per numero di procedimenti  giudiziari  che si sono occupati di lui, ma anche capo del governo che più di ogni altro si è distinto per determinazione e risultati nel contrasto alla mafia e alla criminalità organizzata. 
E in corso l'ultima formidabile  orchestrazione propagandistica volta ad accreditare presso l'opinione pubblica la tesi che pertanto le più recenti, gravi e circostanziate accuse di sodalizio con la mafia nella inedita per dimensioni modalità obiettivi e luoghi, siano una vendetta e una reazione di cosa nostra, volta a delegittimarlo con menzogne e accuse tanto assurde quanto enormi, di concerto con quella tal magistratura anch'essa mossa oltre che da  pregiudizio ideologico da spirito di vendetta e autodifesa corporativa  dei privilegi castali, come rubrica il PC indipendenza e autonomia delle sue prerogative e dei suoi poteri, per farne alibi e pretesto della forsennata e incessante offensiva che ha sempre condotto per indebolirli, eluderli, vanificarli, paralizzarli ed abolirli. 
 
 
Vediamo dunque di quali iniziative consta questa lotta senza quartiere contro la mafia e la Grande Criminalità. 
 
Uno dei più recenti capitoli del serial degli scandali dell condotta del PC ha riguardato la divulgazione sugli organi di informazione di intercettazioni di sue conversazioni private assieme ad una copiosa messe di altre di vari esponenti politici , trasversalmente, trapelate da varie inchieste in corso su malefatte nella amministrazione della cosa pubblica, una più sporca dell'altra e  di cui è impossibile ormai tener il conto. 
Derlle coversazioni del premier di cui si è avuto notizia , mentre circolavano voci sulla esistenza e possibile pubblicazione di altre ben più compromettenti o imbarazzanti per usar degli eufemismi, è quella in cui si adopera animatamente  presso un alto dirigente della rai pubblica, ossequioso e reverente come un suo privato dipendente, fra le altre cose per favorire la carriera televisiva di alcune signorine sue conoscenti, di taluna delle quali segnalava la potenziale pericolosità ove non fosse stata prevenuta e dissuasa la sua propensione a parlar troppo. 
 
Ebbene lo scandalo non fu lo sconcio di una ennesima riedizione del conflitto di interessi nel rapporto di subordinazione e complicità tra un funzionario RAI e il monopolista delle reti tv concorrenti, nel commercio di poltrone e di carriere e privati favori e personali amicizie né nell'immagine che ne emergeva dell'idea e della pratica effettiva  del premier nei riguardi della figura della donna, del valore del merito e delle competenze, dell'altrui dignità personale e di funzione-ruolo- a fronte della loro  celebrazione ufficiale come stelle polari della sua purissima ispirazione cristiana e  liberal. 
 
Il contenuto delle conversazioni venne sbrigativamente liquidato come gossip. 
E l'allarme, lo scandalo diventò la minaccia alla privacy degli ignari cittadini. 
I quali furono tempestivamente informati che nell'ombra da migliaia di stanze di sordide procure erano costantemente spiati, controllati, intercettati. 
Che la gran parte di esse non erano determinate da effettive esigenze investigative, ma da intenti dossieristici e di ricatto , che un italiano su 10 era intercettato, che non vi erano  limiti spaziali o temporali né controlli a regolarne l'attuazione 
Che i costi di tali intercettazioni erano stratosferici. 
 
Affermazioni poi, e quindi inutilmente, tutte rivelatesi radicalmente false, secondo un copione ormai collaudato. 
E inoltre reticenti perché si omise di dire che sui costi peraltro esageratamente gonfiati, incideva il  
mancato accordo tra governo e compagnie telefoniche per pattuire prezzi bassi o nulli del servizio come in altri paesi e sopratutto che comunque i costi in essere diventavano irrisori a fronte della enorme quantità di capitali di origine criminale che le intercettazioni consentivano di recuperare 
 
Ma lo zenit della malafede e della falsità si ebbe con l'annuncio da parte del premier che di lì a poco avremmo avuto la rivelazione dello scandalo più grande della storia della repubblica. 
Vale a dire le prove di milioni di intercettazioni abusive e illegali fatte da un solo uomo e nei riguardi di chiunque, compresi deputati, ministri ed altre  alte cariche istituzionali per cui la legge contempla il divieto.  
 
Un flop assoluto. una bufala, una patacca concepita e propalata come tale fin dall'inizio. 
Del tremendo botto siamo ancora in attesa. 
 
Gioacchino Genchi, un funzionario di polizia è stato  additato  come nemico pubblico numero uno e protagonista di quello  scandalo  
E' stato inquisito, perquisito , sottoposto al sequestro di tutti i computer e la documentazione in suo possesso, sollevato dai suoi incarichi e sottoposto a indagini e procedimenti disciplinari. 
 
Dall'esito dei quali  è risultato  
a) che il sordido individuo è un integerrimo e qualificatissimo funzionario,  colocato in aspettativa e impegnato come collaboratore degli organi giudiziari come perito informatico, con costanti eccellenti risultati, nelle più importanti e delicate inchieste giudiziarie, fra cui quella sulla strage del giudice Borsellino e della sua scorta in via D'Amelio e,ultima, quella dell'allora procuratore di Catanzaro De  Magistris, quella sì vero terremoto politico istituzionale 
b) che lo stesso non aveva mai eseguito una che fosse una intercettazione in tutta la carriera professionale, ma esclusivamente analisi regolarmente autorizzate dalle procure di tabulati telefonici 
c) che non solo non era ravvisabile nei suoi atti alcuna infrazione ma che sarebbe incorso in reati se si fosse astenuto dagli stessi 
e) che non solo lo stesso andava assolto da ogni imputazione ma era il CSM ad aver commesso un illecito nel sottoporlo a procedimento disc.plinare di cui non ricorrevano i presupposti. 
 
Di tutto questo però su quella stampa nazionale che per giorni aveva fatto all'unisono da cassa di risonanza e fanfara della campagna di diffamazione governativa e istituzionale non comparve una riga. 
 
Come sempre però in sfregio al vero e all'onestà, il terreno del sentire collettivo  era stato preparato per ricevere l'annuncio della predisposizione  del provvedimento legislativo vera finalità di tutto il can can strumentalmente sollevato. 
Un provvedimento fortemente limitativo delle attività di intercettazione qualificato  urgente e indilazionabile che prevedeva  
a) la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza(sic) non di reato per avviare le stesse 
b) un limite di durata di quindici giorni, dilazionabile su richiesta per altri quindici, delle intercettazioni; scadenza inderogabile foss'anche alla vigilia di un delitto annunciato  
c) la preventiva autorizzazione di un collegio di tre giudici 
d) l'impossibilità di servirsi di intercettazioni per tutti i reati non espressamente previsti 
Con un capolavoro di ipocrisia i reati di mafia venivano sottratti a tali restrizioni, ma si dà il caso che un reato non ce l'ha scritto in fronte se sia di mafia e  lo si possa accertar tale solo nel corso di indagini riguardo altri reati pei quali però le intercettazioni  non sono autorizzate . 
 
Immagino che tutti coloro e son legioni che vivono dei proventi di attività mafiose e criminali abbiano brindato e augurato lunga vita al PC e al suo governo, loro  massimi e più potenti... nemici giurati! 
 
 
 
 
Qualche esempio. 
 
- ( proceso breve) 
- abrogazzione concorso esterno in associazione mafiosa 
-- reato rivelazioni segreti istruttori  
- legge sui pentiti- sei mesi per i dichiaranti 
- intercettazioni 
- vendita beni exmafiosi 
 
 
 
17-12-09 
 
 
Dieci risposte d'odio 
 
Ritratto in dieci quadri-pose- del Cavaliere. 
Dieci risposte a - Perché lo trovo odioso. 
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Corruttore * 
Infame-traditore-sprgiuro* 
--------------------------------            
Porcaccione* 
Ignorante* 
Buzzurro-barzellettiere* 
--------------------------------- 
Insolente* 
 
____________________________________________________________________ 
Corruttore 
 
E non nel senso del pagator di giudici e comprator di senatori e di coscienze ma in uno più profondo e universale. 
Corruttore di costumi, avvelenatore del clima e del contesto sociale. 
Mi picco d'esser l'autore di un nomignolo e una facezia entrati  in circolo con un discreto successo. 
Re Media che, al contrario di re Mida, quel che tocca diventa sterco. 
E' stato così per il mercato, per il calcio,l'etica, la  politica, la cultura. 
Ma è stato così in maniera eminente per la TV. 
 
Ero un giovanotto di belle speranze impegnato a dare il mio contributo ad una radio locale nel tempo glorioso delle radio libere, piccole e vitali, radio condominio come le si definiva più o meno bonariamente, a significarne la diffusione capillare rispetto alla Rai centralista nazionale peraltro sana e buona aguardarla con l'occhio nostalgico di poi. 
La nostra come tutte finì male. 
Finì, seppi allora 'come ci riferì il nostro 'manager' che ai nostri entusiasmi opponeva i suoi debiti non ripianati, perchè un impresario meneghino, tal Berlusconi, l'aveva comprata ,sollevandolo dai guai. 
Un affare! ci diceva. 
Ma non per noi. 
Per noi fu una catastrofe, la fine del sogno, di una ahimè breve, ma splendida avventura. 
Avevamo scoperto, alla faccia del moloch della tecnologia, che la radio era un microfono, un amplificatore, un po' di dischi e una stanzetta a casa della nonna , terrorizzata dall'invasione di tanti barbari capelluti. 
E sopratutto mettere alla consolle esseri umani non cartoni animati. 
Avevamo scoperto che la radio è tribale, che evoca e rigenera l'idem sentire, l'esser comunità, il senso di apparteneza. Che è l'antidoto alla solitudine metropolitana o provinciale. 
Un megafono offerto a tutti, una pluralità di voci, mille invenzioni casuali quotidiane, lo spontaneismo vulcanico in luogo della asfittica e stitica sedicente professionalità, metastasi, assieme allo specialismo degli esperti, di questa società liberistico concorrenziale. 
Era l'intelligenza collettiva 
Ed era per tanti l'occasione di salvezza dalla disoccupazione , la disperazione , dal rischio delle droghe, nell'immediato e in prospettiva. 
Ebbene di tutta questa ricchezza fu fatta tabula rasa, un deserto. 
Colui che si acceredita, 'si' impersonale e narcisistico,come il padre della nuova telecomuncazione , l'nventore della nuova frontiera dell'etere, il creatore di migliaia e migliaia di posti di lavoro, il primo contribuente delle casse del fisco nazionale ( e primo evasore), fu in realtà il becchino, l'affossatore. 
 
Quel che capitò a noi fu fattispecie della regola generale. 
E con la nota trafila va da sè delle leggi ad hoc e ad personam, al posto di una miriade di poli di vitalità e ricchezza sociale, tutti rastrellati ed estirpati, si costituì il suo monopolio privato nazionale . 
E il veleno , lo sterco entrò in circolo ed appestò tutto. 
La volgarità più lercia invase tutti i canali e la Tv culi e tette diventò una vera cloaca a cielo aperto. 
Tutta la tv, privata e pubblica. 
Mamma Rai infatti si cimentò in un'indecente e stupida gara di emulazione dove la caduta della qualità fu funzione della impennata dell'audience. 
Più i programmi erano un cesso e più eran di successo. 
Della stagione libera non restò traccia. 
I mezzi di  comunicazione si convertirono nell'opposto, strumenti del silenzio e della censura 
I mille focolai di promozione della  socialità cedettero il passo alle tonnellate di spot promozionali, alla desertificazione sociale, alla marcia trionfale delle risse cialtrone, del chiasso e del cazzeggio. Un letamaio. 
La famosa tv deficiente e spazzatura , la Grande Prostituta, lavorò al rincretinimento generale, alla contaminazione delle coscienze e del comune senso del pudore, vero presupposto dei futuri nefasti successi polici elettorali del gran pappone. 
Le sevizie costanti show , le vomitevoli de filippi , le volgari venture con le miriadi di emuli in provincia furon la fucina di trasformazione del paese della brava gente nell'immenso bordello e lupanare delle partite iva e dei bifolchi al potere. 
Di cui il Grande Untore è paradigma e incarnazione. 
E i sudditi devoti, nella merda fino al collo, non smisero più di celebrarne i trionfi , intanto che lui indefesso, continuava a convertire in sterco tutto quello che toccava e di quello ricoprirli. 
Li fece a sua immagine e somiglianza, tutti della sua stessa pasta, il magnifico Stronzo. 
Sivio sei tutti noi , meno male che ci sei, gridano ora, inebriati dal fetore. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Infame, traditore. 
 
La volta che lo vidi di persona 
era agli inizi della sua sfolgorante carriera. 
Teneva un comizio in un cinema della mia città. 
Decisi di andarlo a vedere. 
 
C'era il Sindaco sul palco, suo compagno di partito. 
Ne fece il panegirico e lo invitò a salire, in un tripudio di applausi. 
Lui ringraziò, si fece garante delle qualità del nostro primo cittadino,tenendogli la mano sulla spalla, quindi incominciò a parlare, gigione,passeggiando lentamente. 
Il sindaco era rimasto lì, poco discosto,  radioso e rapito in devota ammirazione. 
 
D'un tratto l'oratore s'arrestò, mostrandosi sorpreso di vederlo ancora lì e chiamandolo per nome gli disse " Beh, qui non hai più niente da fare .Ora puoi anche scendere giù" 
Cosa che quello si affrettò a fare nel silenzio generale, dopodiche l'altro, la star, il cafone, padrone della scena, ricominciò a parlare. 
 
Per me quella resta la sua icona.(ologramma?) 
La fedele anteprima del film horror che ci ha poi fatto vedere. 
Mortificare. E' questo che ama fare. 
Anche in senso letterale. Fare morti attorno a sè.Usa e getta. Quando non gli servi più ti butta via. 
E nel perfetto stile degli uomini d'onore. Che prima di farti la festa ,ti fanno festa, ti lusingano, ti sorridono  e ti abbracciano, grandi amiconi. 
 
Naturalmente dunque fu un trionfo. 
Finì con uno di quei riti che segnarono l'avvento in politica dello stil nuovo. 
Chi non salta comunista è, è, è! 
Lui dal palco dirigeva la platea degli zombi, in delirio. 
 
Io, agnus in fabula, fingevo distrazione.Però capii che eran cominciati i tempi duri.E non accennano a finire. 
 
Stronzo e buzzurro.E' questa la sua cifra. 
 
Come tale resta sempre a galla mentre la sua via è costellata di cadaveri. 
 
Non doveva a Craxi i suoi esordi come grande imprenditore? 
Ma non si fece scrupolo nella prima ora di profonder servi e mezzi a supportar mani pulite con cappi e forche nel mentre il suo compare era fatto bersaglio di insulti e monetine e marciva poi in cancrena ad Hammameth. 
Arrivò persino ad offrire un ministero al pubblico ministero simbolo di quella stagione. 
Poi com'è prassi fallito il tentativo di comprare passò alla fase della diffamazione. 
Alla fine è vero di Bettino riscattò il nome ma perché ora gli serviva il cadavere e ne ordinò la riesumazione nel quadro di  quella conversione ad U della storia, vero capolavoro suo e delle sue mute di scagnozzi randagi ,chierici e politici, senza più i vecchi padroni. 
 
All'amato fratello ha fatto fare anche un po' di galera al  posto suo, ma si usa così , è risaputo, nelle Famiglie migliori. 
 
Non era un sodalizio ereditato dai genitori quello con Previti, l'avvocato addetto al lavoro sporco nei tribunali, coi suoi soldi e per i suoi loschi affari? 
Ma alla fine quello è passato alla storia come sordido e squallido farabutto  immolato alla sua salvezza e  maggior gloria  a dispetto delle suppliche, minacce e ricatti del mandato e a forza di promesse di fedeltà  e rassicurazioni del mandante. 
 
Che è spergiuro conclamato e non tanto perché tale lo sentenziò ,e amnistiò, un tribunale ma perché 
non si è fatto scrupolo, quando ha dovuto rifarsi il trucco. di  mettere a tremendo repentaglio, stante la situazione vera, le teste dei figlioli, su cui  giurò e rigiurò  d'esser onesto e senza fallo, davanti alla nazione intera. 
Mentre l'atto stesso è in sè prova flagrante, e fragrante olezzo, di peccato. 
 
E quando, è storia recente, veniva esposto a danno e rischio enormi dal sussulto pubblico di dignità della sua seconda sposa, non ha esitato un attimo a infangarne il nome, nella maggior e più lercia trasmissione tv nazionale, e persino il corpo, esposto alla gogna ,con l'ostensione immonda del seno che nutrì la sua prole,  ignudo, sulla prima pagina del suo Giornale. 
A riprova esser costei della stessa pasta del puttanesco ciarpame di cui tacciava il gentil consesso di eletta damigelle che all'Imperator fanno corona. 
Vittima e complice delle sinistre galeotte gazzette e chi le scrisse e del cicisbeo alla sua guardia come attestò in Fede una pia donna e Santa anche. 
 
Attualmente è in corso l'ultima partita, la finalissima, la decisiva di questo torneo del tradire e rinnegar in cui è campione. 
L'avversario però è di tutto rispetto e non perdona il minimo errore. 
Non è di quelli che si possono sottovalutare e si lasciano eliminare facilmente. 
Tant'è che già alle prime battute è stato costretto a un terribile catenaccio e a far ricorso a falli che sarebbero da rigore ed espulsione se i giudici di gara non fossero sottoposti a micidiali condizionamenti dalle autorità disciplinari, a lui asservite,  accusati al contempo di favorire la parte avversa  e investiti dalle minacce , le urla bestiali, le berciate infami calunnie e insolenze degli utrà invasati e agognanti la vittoria.  
A costo di dover metter tutto a ferro e fuoco.  
 
 
 
Insolente 
 
Non fa altro che ripeter ad ogni piè sospinto che lui è mite e buono, per indole incapace di nutrir astio e di serbar rancore. 
Ma la strada del bugiardo è costellata di vittime dei suoi improperi e dei suoi giudizi sprezzanti, beffardi e derisori. Categorie e nomi e cognomi. 
Anche andando a braccio è arduo completarne l'inventario. 
 
Ma c'è un citerio generale di orientamneto. 
Spregevole in generale è l'altro. Chi e quel che è altro da lui. 
 
Lui viene dalla trincea del lavoro? E' un uomo ricco, baciato dalla sorte e di successo? 
E allora gli altri sono i politici di professione, quelli senza arte né parte, che non hanno lavorato mai, topi di partito, parassiti della società operosa e proba. Ssono poveracci sfigati, falliti , perdenti, frustrati. 
Corrosi interiormente dall'odio e dall'invidia sociali, vero cavallo di battaglia questo e perla del suo repertorio - bestiario- 
 
Lui è un liberal nato e sputato aperto e tollerante per nascita, vocazione ed educazione? 
Gli altri son comunisti, eredi, morali e non solo, del peggior crimine contro l'umanità. 
Coresponsabili dell'eccidio di milioni e milioni e milioni di vittime innocenti. 
Non ostante i travestimenti. Pci,pds, ds ..quelli nostrali. 
Sono statalisti.Fautori dello stato moloch e di polizia, nemico della società aperta, della libertà e dignità della persona, della proprietà e del libero mercato. 
 
Lui da giovanotto, splendido, faceva lo chansonnier, il rubacuori e tomber de femmes al piano bar sulle navi da crociera? E' sempre bello e curato nell'aspetto? 
I suoi avversari politici sono tetri, spenti, trasandati, sporchi e maleodoranti. 
 
E così via. 
Quelli che non votano per lui sono coglioni di cui non si comprende la cupio dissolvi di volersi mettere nelle mani di coloro che hanno sbagliato tutto nella vita ed hanno a modello i mangiatori di bambini e non nelle sue, mosso soltanto dal desiderio di metter le sue provate capacità e le sue fortune a disposizione della comunità intera. 
 
Noi dice  siamo capaci soltanto d'amare. 
Loro son dominati dall'odio, dal livore. 
 
Come è possibile dunque che un tal galantuomo sia fatto oggetto di tante inchieste giudiziarie se non per effetto di una grande cospirazione  
 
 
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